Laura Conti. Un amore per la vita

giugno 5, 2013 § Lascia un commento

 giorgio nebbia

éA venti anni dalla morte di Laura Conti, la scienziata attiva in difesa della salute e dell’ambiente, la ricordiamo con un intervento di Giorgio Nebbia pubblicato nel libro di Chiara Certomà, Laura Conti. Alle radici dell’ecologia (pp. 127 – 128, La Biblioteca del Cigno, Legambiente, 2012) e ripreso dalla news letter del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo.

Laura Conti è stata moltissime cose insieme: ci piace ricordarne due aspetti, quello di studiosa di problemi ambientali e quello di comunista. Ho usato apposta il termine di “studiosa” piuttosto che quello più comune di “ambientalista”, perché alla difesa della natura e dell’ambiente Laura Conti è arrivata con il suo bagaglio di studi e di conoscenze di medico e quindi di umanità e di amore per gli esseri viventi¹.

La sua storia − che spero qualcuno un giorno scriverà compiutamente, anche utilizzando le testimonianze della sua avventura umana che Laura ha lasciato nei molti libri e negli innumerevoli colloqui con innumerevoli persone − l’ha portata ad una visione unitaria dei rapporti fra natura e esseri umani: donne e uomini lavoratori, inquinati, giovani militanti del cambiamento.

Così è stata in mezzo agli operai nelle lotte per migliori condizioni di lavoro; al centro di ogni iniziativa ecologica; fra le donne di Seveso (investite da un dramma umano senza precedenti, dopo la fuoriuscita della diossina dall’Icmesa, il 10 luglio 1976), a cui ha dedicato “con amore” delle pagine bellissime; è stata protagonista di infinite polemiche per una agricoltura diversa, per una caccia diversa.

Lo stesso amore l’aveva animata, giovane partigiana, nella lotta di Liberazione, e l’ha portata nelle amministrazioni provinciale di Milano, regionale della Lombardia, nel Parlamento nazionale.

Eppure, per come la ricordo, mai ho pensato di associare a lei nessun appellativo di quelli a cui i miserabili tengono tanto: “onorevole”, “presidente”. Eppure onorevole è stata davvero perché ha fatto onore alla Regione e al Parlamento con la sua passione e il suo rigore, nelle commissioni e nelle piazze; presidente è stata, fra l’altro, a lungo, del Comitato scientifico della Legambiente. Nel suo lavoro, nei dibattiti, era “la Laura”, non una donna del palazzo, quella che scriveva, che testimoniava, che dava suggerimenti, che litigava, anche, talvolta anche stizzosa nei confronti delle cose che riteneva che non fossero giuste.

Non avrebbe, a mio parere, potuto essere quella che è stata se non avesse deciso di essere comunista: una comunista convinta e austera, una delle prime persone che ha riconosciuto nella violenza alla natura uno dei tanti aspetti della lotta del capitale contro la vita, contro gli esseri umani. Quando ancora pochi discutevano dei rapporti fra capitalismo e distruzione della natura aveva messo in evidenza che il rispetto della natura e della vita sarebbe stato possibile solo con una dura e continua lotta alla società del profitto.

Ma Laura Conti non era soltanto la militante comunista e delle lotte ecologiche: era anche una donna straordinariamente generosa e disponibile. Era disposta ad andare a parlare dovunque, negli affollati congressi, dove era sempre ascoltata con rispettosa attenzione, e nei piccoli circoli dove la sua presenza era invocata (mi si passi questo verbo) e dove forse andava ancora più volentieri che altrove.

Era generosa con gli amici e con le persone che appena conosceva e con tutte le forme della vita, vegetale e animale, come dimostra il suo amore per i gatti. Tutti i giornali che l’hanno ricordata hanno citato questo aspetto, talvolta con un filo di ironia come può venire da chi non ha un rapporto umano con gli altri animali. Ricordo di averla vista piangere per la morte di una sua anziana gatta; le volevo molto bene anche per questo.

Ndr

1. A proposito del suo amore Enrico Peyretti ricorda che una volta invitò Laura Conti «nella mia classe, a parlare agli studenti. Riaccompagnandola alla stazione mi disse: “Faccio queste battaglie senza speranza, per amore dei miei gatti e delle mie petunie. Senza speranza, ma per amore”».

Opere di Laura Conti

Assistenza e previdenza sociale, Feltrinelli, Milano 1958.

Cecilia e le streghe, Einaudi, Torino 1963.

La condizione sperimentale, Mondadori, Milano 1965.

Sesso ed educazione, Editori Riuniti, Roma 1971, 1975.

Le frontiere della vita, Mondadori, Milano 1972;.

Visto da Seveso, Feltrinelli, Milano 1978.

Una lepre con la faccia di bambina, Editori Riuniti, Roma 1978.

Che cos’è l’ecologia, Mazzotta, Milano 1977, 1981.

Il tormento e lo scudo, Mazzotta, Milano 1981.

Imparare la salute, Zanichelli, Bologna 1983.

Questo pianeta, Editori Riuniti, Roma 1983.

Terra a rendere, Ediesse, Roma 1986.

Ambiente terra, Mondadori, Milano 1988.

Discorso sulla caccia, Editori Riuniti, Roma 1992.

L’archivio di molti suoi scritti, lettere e documenti si trova presso la Fondazione Luigi Micheletti di Brescia http://www.fondazionemicheletti.it

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