In ricordo di Ugo Vetere

aprile 8, 2013 § Lascia un commento

corrado mauceri

éSi è spento Ugo Vetere, ricordato soprattutto per il suo qualificato impegno negli anni Ottanta come Sindaco di Roma; ma chi, come me, ha avuto l’occasione di partecipare alla travagliata costituzione del Sindacato scuola della CGIL (ora FLC-CGIL), ricorderà anche che Ugo Vetere, all’epoca Segretario generale della Federstatali (ora F.P.-CGIL), sostenne subito (pur a fronte delle resistenze della Segreteria nazionale della CGIL) la nostra iniziativa della costituzione dal basso del Sindacato scuola della CGIL.

Grazie all’impegno di Ugo Vetere nel giugno del 1967 organizzammo a Roma un convegno nazionale che si concluse con la costituzione, nell’ambito della Federstatali, del Sindacato Nazionale Unitario della Scuola (SNUS) della CGIL, che rappresentò l’avvio per un impegno in prima persona della CGIL e la formale costituzione del Sindacato Nazionale Scuola-CGIL.

Io all’epoca militavo nel PSIUP e nel clima politico-sindacale del ’68 erano frequenti le occasioni di contrapposizione con la dirigenza della CGIL, ma ricordo l’atteggiamento sempre comprensivo di Ugo Vetere. Forse, pur non condividendo talune nostre posizioni ritenute un po’ sessantottine, in qualche modo considerava questo Sindacato anche un po’ suo.

È storia ormai passata;tutto è cambiato. Però penso che ogni tanto sia opportuno ricordare.

L’ultimo saluto a Ugo Vetere

 antonia sani

Ho partecipato alla cerimonia funebre in Campidoglio per l’ultimo saluto a Ugo Vetere. (Va denunciata la scarsa informazione sui media, e la − forse un po’ anche conseguente − assenza totale delle giovani generazioni.)

Ugo Vetere era divenuto sindaco di Roma dopo la prematura morte di Luigi Petroselli nel 1981.

Io ero in quegli anni membro del Consiglio Circoscrizionale della II Circoscrizione di Roma e ho avuto occasione di incontrarmi con lui, poiché presiedendo la Commissione Servizi Sociali avevamo concordato col Comune di non rinnovare la concessione di un prestigioso locale della circoscrizione (l’ex Tiro a Volo Lazio) alla società privata che lo gestiva, trasformando la struttura in un centro sociale per anziani e risorse sportive per le scuole della Circoscrizione (quartiere Pinciano, Parioli, Flaminio, Salario, quartiere Africano). Ugo Vetere partecipò alla bellissima festa che avevamo organizzato con tutte le associazioni e i centri anziani della Circoscrizione (religiosi e laici). Una festa affollatissima, prima del Natale… Ancora mi emoziono a ripensarci. Ricordo quella sua stretta di mano riconoscente, forte forte, e quel suo sguardo complice, come dire “tutto bellissimo, e merito nostro”… Era allora assessore alla Cultura Renato Nicolini. Anni di grandi speranze; a questo pensavo nella Protomoteca, in compagnia di tanti volti di 30 anni fa, volti invecchiati, segnati dal tempo, corpi curvi, sostenuti da bastoncini., affaticati dal percorso difficile della salita alla Protomoteca. Sorrisi, abbracci nostalgici. Guardavo la bella immagine di Ugo Vetere, con la camicia aperta, come usavano i comunisti anche presenti nelle istituzioni, e la copia de l’Unità, entrambe vicine al feretro spoglio, essenziale. Pensavo a quell’ex Tiro a volo Lazio, ritornato nelle mani di quegli stessi palazzinari cui è stata rinnovata la concessione… La fine di un sogno cui peraltro nessuno si è ribellato! Sento le parole di Walter Veltroni, un discorso caldo, colmo di ricordi di chi ragazzino vedeva gli amministratori membri del proprio partito a una distanza che via via si riduceva e cedeva il posto alla contiguità, all’amicizia. Vedo l’uscita di alcuni vecchi compagni che non vogliono ascoltare l’orazione funebre di Walter Veltroni. Sento il sindaco del paese lucano, paese di origine di Ugo Vetere, dichiarare il lutto cittadino del paese. Sento infine la commemorazione conclusiva di Alemanno. Un abile discorso, che in nulla voleva contendere il terreno alle commemorazioni dei compagni, ma che ha saputo cogliere un ricordo personale: Ugo Vetere tra i primi con Sandro Pertini al capezzale del giovane Paolo Di Nella (sezione MSI), ucciso nel 1983 dalle sprangate degli “opposti estremismi,” duramente stigmatizzati da Ugo Vetere nella sua qualità di sindaco di tutti.

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